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In Italia è boom del commercio online, +9% in un anno

Aggiornato il: 10 feb 2020

In Italia è boom del commercio online, +9% in un anno

Roma, Milano e Napoli sono le città dove il commercio online è maggiormente cresciuto. Le imprese del commercio online hanno dato lavoro a 26 mila addetti.

Nel 2018 il commercio online è cresciuto nel nostro Paese del 9% rispetto al 2017, raggiungendo quota 17.432 imprese attive in Italia, con una crescita del 68% in cinque anni. Quasi un’impresa su quatto tra chi si occupa di vendita su internet e’ giovane (24%) e circa il 10% e’ in mano a imprenditori nati all’estero.


I dati arrivano da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese.


Le imprese del commercio online hanno dato lavoro a 26 mila addetti concentrati in Lombardia (23%), Lazio e Umbria (10% ciascuna). Se Roma e’ risultata prima per imprese (1.523 sedi) seguita da Milano (1.378), Napoli (1.283) e Torino (700), Milano ha concentrato il maggior numero di addetti (quasi 4mila) seguita da Perugia (2.563). Imperia e’ risultata prima per peso degli imprenditori nati all’estero (33%), mentre Potenza per peso delle imprese giovani (48%).


Nel nostro paese il commercio è diviso in due grandi settori, alimentare e non alimentare ed è costituito da aziende piccole e grandi che operano nella grande e piccola distribuzione.


La piccola distribuzione opera a livello di quartiere e pur offrendo un servizio un po’ più a misura d’uomo, soffre dell’aggressività dei grandi gruppi.


La grande distribuzione può offrire a prezzi migliori la stessa merce avendo più potere contrattuale dovuto ai grossi quantitativi acquistati alla produzione e questo sta costringendo molti piccoli commercianti a chiudere bottega oppure a cercare di diversificarsi e specializzarsi in settori e servizi di nicchia per sopravvivere.


Commercio all’ingrosso in Italia


Il commercio all’ingrosso è il primo passaggio della commercializzazione dei prodotti dopo la produzione e si occupa di acquistare grandi partite di merci all’origine, per poi distribuirle a chi si occupa della vendita al dettaglio.


Il problema più evidente della distribuzione nel nostro paese è che questa avviene prevalentemente su ruota, quindi su camion e TIR e questo fa costare molto i trasporti, aggiungendo al prezzo delle merci, l’aggravio importante dei costi di trasporto su strada.


Con l’aumento del costo del petrolio abbiamo assistito ad una escalation del prezzo del gasolio per autotrazione con conseguente aumento dei costi delle merci anche al dettaglio e quindi al consumatore finale che purtroppo ne fa sempre le spese.


Commercio al dettaglio in Italia


Il commercio al dettaglio in Italia è suddivisocommercio al dettaglio inItalia in due realtà principali, quello dei piccoli commercianti che svolgono il proprio lavoro in piccoli esercizi e la grande distribuzione che disponendo di molte risorse, effettua la vendita di moltissimi prodotti a prezzi competitivi facendo in questo modo una concorrenza spietata ai piccoli commercianti.


Il problema del commercio al dettaglio in Italia è soprattutto quello dei troppi passaggi esistenti dall’origine al consumo, se si riuscisse ad accorciare questi passaggi, potremmo avere gli stessi prodotti ad un prezzo migliore.


Un altro problema è quello dell’eccessivo costo dei trasporti e allo scarso uso del trasporto su rotaia, molto usato invece in altri paesi d’Europa, questo sistema potrebbe essere molto più economico del trasporto su ruota, quello su camion per intenderci che soffre enormemente dell’aumento dei prodotti petroliferi che c’è stato nei mesi scorsi.


In Italia esistono vicino a tutte le città principali, grandissimi centri commerciali, dotati di ampi parcheggi e di tutti i servizi, ristoranti interni, sportelli bancari e uffici postali, per rendere più comodo e sicuro ogni acquisto.


Import-export in Italia


Per quanto riguarda il commercio con l’estero l’Italia ha perduto molte posizioni rispetto ad altri paesi emergenti, situazione causata principalmente da due fattori, la scarsa competitività Italiana dovuta allo sfavorevole cambio monetario dell’Euro con i paesi dell’area Dollaro e quelli che usano il Dollaro come valuta per le transazioni commerciali e l’alto costo del lavoro del nostro paese che crea la tendenza negli operatori commerciali Italiani ad approvvigionarsi nei paesi dell’Est che producono a prezzi molto inferiori e di pari passo, vengono penalizzate le nostre merci perché i nostri prodotti costano di più a chi li vuole aquistare. Per le statistiche sulle importazioni ed esportazioni del commercio estero, potete visitare il sito Istat: http://www.istat.it

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